mercoledì 21 settembre 2011

INDIE - 2 dell'onestà intellettuale

....avevo deciso di non tornare più sull'argomento, anche a causa della tassa che devo pagare in ufficio ogni volta che li nomino. ma l'articolo dello scorso 8 agosto di Carlin Petrini su La Repubblica mi consente di parlare di indipendenza.
visto il titolo "Così la grande industria 'prosciuga' i piccoli birrifici" mi sono detto: vuoi vedere che stavolta Slow Food sta dalla parte giusta? addirittura la prima pagina!!!



"L' ITALIA è diventata in pochi anni un punto di riferimento mondiale per quanto riguarda la birra artigianale."
vabbé! l'inizio è un pò troppo berlusconiano e la cosa mi crea qualche disagio. 
ma  è solo un momento, in fin dei conti è Carlin Petrini cazzo!! 
mica uno qualsiasi. 
il sommo vate di Slow Food!!
wow! daje che finalmente ce la facciamo.
e continuo la lettura.
"Questo spiega perché il mondo degli appassionati guardi all' Italia con grande interesse e simpatia, a una terra dove fino a metà anni ' 90 dire birra significava soltanto riferirsi alla classica "bionda" leggera, amarognola, da bere ghiacciata d' estate. Ora invece abbiamo 3.000 ristoranti che propongono una carta delle birre, un settore che impiega quasi 6.000 addetti diretti alle produzioni e un giro d' affari complessivo che comincia a diventare importante, rosicchiando piccole quote (si stima il 2%) a quello industriale. "
vai cosi...fagli vedere chi siamo. 
bene ma i brividi e il diavoletto tentatore si comincia a palesare: perchè parla solo della ristorazione? 
"Nel 1996 pochi pionieri italiani hanno iniziato a cimentarsi nella produzione di birre nuove, complesse e vive, spesso utilizzando prodotti del territorio per costruire qualcosa che, lo possiamo dire, in 15 anni ha cambiato volto al mondo brassicolo. "
un dubbio affiora in me...ma no! sono solo il solito malpensante pieno di ubbie (cit.). 
cazzo è Carlin!! mica uno qualunque... vedrai che adesso parla dei microbirrifici come movimento di tutti, di Unionbirrai, della fatica di farsi largo nel mercato dominato dall'industria. 
abbi fede!
"Per capire la differenza rispetto agli altri prodotti in bottiglia però c' è solo un criterio principale: la birra artigianale è una cosa viva, cioè non è pastorizzata e non è microfiltrata."
ecco vedi, ritorna sul pezzo: il disciplinare, le differenze, i processi, i produttori; vedrai che adesso ribadisce la necessità di differenziarci dall'industria, adesso affermerà che la birra artigianale è la vera birra e che quella industriale è fatta con additivi mentre quella artigianale no. 
dai Carlin! picchia duro.
"Non bisogna però commettere l' errore di creare una contrapposizione con i gusti un po' più standardizzati della birra industriale: entrambi i tipi hanno dignità e sono in grado di fare qualità. Sono semplicemente due cose diverse, che richiedono consumi differenti, e come tali vanno giudicate indipendentemente."
no aspetta...CAZZO DICI!!!! così sembra che siano proprio la stessa identica bevanda (cit.) solo con differenti dicaimo...modalità di fruizione. 
dignità e qualità poi.... 
comincio ad avere le vertigini. 
sgomento! 
no cazzo aspetta...arriva alla fine, vedrai, li blandisce per poi dare loro il colpo finale. 
"I nostri piccoli produttori sono stati molto bravi a caratterizzare le loro birre in senso locale, hanno capito che la loro partita si doveva giocare su questo fronte: così sono finiti nelle enoteche e nei negozi specializzati di tutto il mondo. "
lo stiamo perdendo!!! presto qualcuno lo fermi. qualcuno gli spieghi che dei 400 microbirrifici solo alcuni sono in giro per il mondo. la maggior parte sta facendo fatica lottando contro i contratti che le multinazionali fanno fare ai locali che non prendono le loro birre.
Carloooo!!!!!! 
"Al di là dei compiacimenti, ora però bisogna saper disegnare il futuro, a partire dalle due parole che si sono rivelate vincenti: identità e diversità."
pericolo scampato. identità: ok, ognuno deve dare un immagine di se, deve comunicare le proprie peculiarità ed affermare il proprio vissuto, la propria storia.
diversità. adesso bacchetta chi ha detto che è la stessa identica bevanda (ahi! Teo mi sa che stavolta tocca a te!!!).
hai visto diavoletto: Carlin è abile; ha fatto credere di dire una cosa, ma adesso farà l'elogio del piccolo è bello!! (si lo so io non ci credo tanto ma qui fa gioco!).
vai continua.
spiega come ci prosciugano dai...
"Dei circa 400 piccoli birrifici italiani, soprattutto quelli nati negli ultimi anni, molti sono piuttosto fragili dal punto di vista imprenditoriale, rischiano. È un mondo fatto in larga parte di appassionati, magari bravissimi a fare la birra ma un po' meno avveduti sotto il profilo economico."
ed è per questo che esistono le associazioni di categoria che li tutelano...no aspetta, ma UB non è un associazione di categoria e Assobirra fa gli interessi delle multinazionali. Ah! diavolo di un Carlin! ho capito adesso dichiara che Slow Food sosterrà i piccoli sprovveduti produttori incapaci dal punto di vista imprenditoriale ma tanto pittoreschi nel loro sforzo di fare i piccoli birrai...
"Il successo di questa storia poi fa sì che inizino a insinuarsi tra di loro grossi imprenditori che hanno fiutato l' affare, che mettono sul mercato ingenti quantità di prodotti più omologati, anche buoni, ma che si rifanno al modello industriale. Questo genera confusione, concorrenza sleale, rischia di rovinare la storia."
ma con chi ce l'ha!?!? 
grossi imprenditori: mica starà pensando ad Oscar? 
vuoi vedere che davvero se la prende con la triade? 
no non ci credo. leggiamo...
"Bisogna dunque creare le condizioni per una sostenibilità completa, economica ma anche nel rispetto della diversità e dei legami con il territorio; comunicare in modo chiaro che cos' è la birra artigianale e fare capire ai consumatori le differenze."
Beh! francamente io un'idea di chi ha fatto confusione e del perchè ce l'avrei....
"«Siamo in una fase paragonabile a quella delle bolle speculative finanziarie, stiamo raggiungendo il limite di sostenibilità e il rischio è che se non si mettono ora le basi giuste nei prossimi anni la cosa potrebbe esploderci tra le mani» dice Teo Musso di "Le Baladin" di Piozzo (Cuneo), uno degli iniziatori di questo movimento, un leader e punto di riferimento per i birrai artigianali, tra quelli che hanno mietuto più successi. "
no aspetta. Teo? ma scusa: allora chi è il grosso imprenditore di cui parli? sarà mica Montezemolo? Tronchetti Provera? Berlusconi? Murdoch? 
Boh...io non ci capisco più un cazzo. 
ma non dovevamo parlare di come l'industria prosciuga (PROSCIUGA cazzo!!! l'hai detto tu!!!) i piccoli birrifici? 
forse non abbiamo lo stesso metro di paragone quando parliamo di piccoli birrifici...
"Governo del limite: ecco di che cosa ha bisogno questo piccolo miracolo italiano. La soluzione potrebbe essere quella di andare sempre di più nella direzione di una birra "locale", anche "agricola". "
Limite!!¨parla di Limite!!¨ma non c'è limite alla sfacciataggine. 
addirittura adesso la birra agricola.
lo abbiamo perso!
...uno! due! tre!...LIBERA!!!!!! 
dai che lo recuperiamo.
"....il luppolo non esiste, qui non si è mai coltivato. Ma non è una cosa impossibile: Teo Musso da tre anni conduce esperimenti ed è quasi pronto a uscire sul mercato con una birra completamente italiana in tutti i suoi ingredienti. "
ah! beh! allora mi è tutto chiaro. non italiana: NAZIONALE per la precisione!
"Il luppolo, tra l' altro, sta rischiando di diventare un fattore di omologazione, come avvenne per il vino dei piccoli produttori e la moda delle barriques negli anni ' 90. Oggi si sta diffondendo un largo uso di luppoli americani molto caratterizzanti: è soltanto una moda, ma può nuocere alla diversità. Un ancoraggio locale almeno per la maggior parte degli ingredienti potrebbe essere una buona garanzia per il futuro del settore: è necessario avviare una riflessione."
a parte che un ancoraggio al buon senso sarebbe opportuno. 
adesso ci vuol far credere che ha senso la birra solo se fatta con materie prime italiane? 
e certo, i birrifici hanno senso solo se sono birrifici agricoli! 
pazienza se il luppolo piantato da noi (magari con sovvenzioni della comunità europea) non ha caratteristiche organolettiche e prima ancora varietali, uniche e tali da caratterizzare la birra. 
ciò che conta è che sia "Nazionale". 
e vai di teaser!
"È necessario stabilire le regole per cui si possa distinguere il prodotto veramente artigianale, senza discriminare il resto"
come senza discriminare il resto...? 
veramente (!!) artigianale? e che vuol dire? di cosa parli? 
No fammi capire: tu e Teo decidete chi sono i buoni e chi invece, non sia degno?
ecco: birrai per imposizione divina. 
il Comintern decide chi è degno di diffondere il verbo.
non dobbiamo differenziarci dall'industria? 
ma scusa il verbo non era: IDENTITA' e DIVERSITA'? 
ma diversi da chi allora?
Non si stimolano e/o sostengono i piccoli a crescere, ma per crescere devono comprare materie prime italiane. 
(che poi non mi sembra abbiano dato quei grandi risultati organolettici. ma questa è un altra storia.)


Ho deciso. mai più mi permetterò di chiamarlo Carlin: sa troppo di familiare. 
ed io preferisco stare alla larga da chi parte per difendermi e poi si schiera dall'altra parte.
Carlo. d'ora in poi per me Carlo Petrini. magari anche dottor Carlo Petrini. 
così magari se lo incontro non mi sentirò in diritto di dirgli ciò che penso come farei con un amico.
me ne sto alla larga.


marcos



12 commenti:

  1. Carino il film, peccato che il finale era scontato.. :-)

    RispondiElimina
  2. Marcos, sarai pazzo e visionario..
    vedrai i fantasmi ecc ecc eppure in larga parte condivido quel che dici e come lo dici

    RispondiElimina
  3. @Davide
    in realtà il finale è il presupposto di tutto il post.
    @de:La
    occhio che poi alpha dog ci prende di mira.
    grazie comunque

    RispondiElimina
  4. mbè io non ho niente da perdere e tu hai le spalle larghe per sopportare..che ce frega de alpha doggo?!?

    RispondiElimina
  5. L'articolo in questione ha posto molti dubbi anche a me..ma, come mai, secondo te, non si indignano in così tanti?

    RispondiElimina
  6. @monkey
    perché i "birrai gratta e vinci" sono molti più di quelli che pensiamo.
    perché il pensiero che non conviene disturbare i potenti è prevalente. perché i potenti foraggiano molti opinion maker.
    perché i cosiddetti alpha dog in realtà sotto sotto (ma neanche tanto) sono dei barboncini abituati ai salotti.
    perché i pusillanimi sono sempre troppi.
    perché alla fine la libertà costa.

    RispondiElimina
  7. Oggi sono in buona: un mondo birrario diverso è possibile

    RispondiElimina
  8. @monkey
    pensa che ne sono convinto anche io.
    il fatto e che siamo due inguaribili romantici

    RispondiElimina
  9. di quà non si sentono + certe voci.
    strano.
    GRANDE MARCOS. "andare oltre"....a volte non conviene abusare della propria posizione pensando di poter pisciare in testa a chiunque

    RispondiElimina
  10. @de:La
    solo per dire che non sono affatto contento di dovermi comportare così.
    però trovo che non sia più tollerabile l'atteggiamento di Schigi.

    RispondiElimina

Linkwithin
 
Copyright © 2010 Bad Attitude Craft Beer