mercoledì 8 febbraio 2012

The Drinkers Corner (Riflessioni semi-serie di un semi-alcolizzato)

"Amo l’alcol. 
Non l’alcol denaturato anche se il suo odore mi riporta a dei ricordi piacevoli come una madeleinette. 
L’alcol prodotto dalla fermentazione, qualsiasi. 
Mi chiamo Michael. Non Jackson, non sono né nero né pedofilo, ancora, né un esperto di birra. 
Chissà se uno conosce l’altro o se in realtà sono la stessa persona, certo non è comodo chiamarsi come una rockstar in america, è un po’ come se in Italia uno si chiamasse ottoottotre…non è bello o comodo. 
Comunque, Mi chiamo Michael e amo l’alcol. 
Ho anche delle referenze: tutti i miei ricordi iniziano con l’alcol, non che i miei mi dessero la snappa per farmi dormire anche se questo spiegherebbe molte cose, diciamo i miei ricordi da adulto; che per un maschio vanno tra la sindrome di Peter Pan e la bara, cioè pochi mesi. 

Sono inglese e già questo dovrebbe essere una garanzia perché penso che in pochi paesi come nella perfida albione si consumino così tanti litri d’alcol pro capite in così poco tempo e spazio. 
Le bottiglie, vino, birra, whisky…. sono come le donne: hanno una bella etichetta e dei contenuti da rivalutare e usare con cautela. 
I maschi sono come i fusti della birra: una volta svuotati vanno restituiti, in Italia alla mamma, in Inghilterra ai servizi sociali. 
L’alcol è come il sesso, certo si può bere da soli e ogni tanto è anche salutare, ma in due è più divertente se poi si è in tre, quattro, cinque è un vero spasso; in entrambi i casi c’è il problema del “con chi si fa” e del “giorno dopo”, ma nulla è perfetto. 
Non sono un sommelier né un esperto, sono un gourmand non un gourmet: so che c’è una differenza tra un tavernello ed una bottiglia di Sassicaia o tra una lattina di birra della Lidl e una vera Ale, una Stout, un Lambic o una Biére Champagne ma come per le donne esiste Monica Bellucci e la vostra vicina di casa. 
E’ giusto ed umano aspirare al meglio ma in genere finiamo per uscire con la vicina (se vi capita la Bellucci non ditelo in giro, non vi crederebbero e tanto meno alla vicina se volete continuare a bere da un bicchiere non usando una cannuccia). 
Amo l’alcol perché come diceva mio nonno il segreto è tenere le cose in movimento ed averne sempre un po’ nelle vene; in questo sono perfetto: a me girano sempre ed ho minimo di 0,6 all’etilometro, tutti i giorni. 
Ci fa vedere le cose in un’altra prospettiva, mette un po’ di colore alla vita grigia di tutti i giorni, rende la vicina un po’ più Bellucci e il vicino un po’ più Clooney. 
Diffidate degli astemi e degli arabi, specialmente quest’ultimi che hanno inventato la parola per poi toglierla religiosamente ( un po’ come per i numeri: prima li inventano poi li danno). 
Bevete: per scacciare la tristezza o per farvela venire, da soli o in compagnia, bevete e meditate, gente, meditate."


Riceviamo via e-mail da Michael e volentieri pubblichiamo



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