Hobo era un bel nome per una birra, di una birra che mi sarebbe piaciuto bere.
Hobo mi riporta ad un mondo che mi attrae: l’america delle grandi metropoli, Kerouac, il ponte di Big Sur, i miei sogni di adolescente.
Ok abbiamo l’idea, una birra facile da bere che parli di viaggi e di bevute in compagnia.
Una buona compagna per le serate tra amici.
Già, ma come farla? Probabilmente l’idea di una IPA era la più azzeccata. Ma non amo seguire alla lettera lo stile.
Come potevo farla originale?
Mi è venuto in mente un altro libro della mia adolescenza “ Il giovane holden “ quando Phoebe dice:
La poesia di Burns l’ho trovata molto sensuale."It's 'If a body meet a body coming through the rye'!... It's a poem. By Robert Burns."
Ed allora ho pensato alla segale, alle birre di segale che avevo bevuto ed a come mi piaceva l’effetto “setoso” che in tutte riconoscevo, ma anche un poco ruvide al palato.
Per quanto riguarda il luppolo la moda di utilizzare luppoli esotici mi ha sempre influenzato. Mi piaceva l’idea di provare nuovi luppoli ed il Nelson Sauvin era quello più utilizzato. Ma tutti coloro che lo utilizzano lo usano come luppolo da aroma.
Invece noi abbiamo pensato al FWH (first wort hopping) con il Nelson per dare un amaro che fosse compenetrato con la birra, in cui le note aromatiche del nelson non virassero sull’uva matura ma fossero più uno sfondo sul quale si potevano muovere gli altri aromi.
In realtà Matteo e Roberto sono gli artefici della ricetta e della quotidiana produzione. Ed allora ho chiesto loro di dire qualcosa, qualsiasi cosa sulla Hobo per rendere partecipi tutti dei loro pensieri.
Non sono sicuro che il loro sguardo da "birraio" abbia saputo rendere meglio di me l'idea della Hobo.
Perlomeno ci hanno provato....
Matteo ha pensato ad un elegante eptalogo:
"La classifica dei 7 motivi per bere una Hobo"Se la bottiglia e l’etichetta sono belle, quello che c’è dentro è ancora meglio.
C’è dentro un fottilione di Nelson Sauvin. Non contenti adesso ci facciamo anche il Dry Hopping con il Nelson Sauvin.
La Hobo è una birra filtrata a DE prima di rifermentarla: quindi nel tuo bicchiere non troverai due dita di fango.
È talmente profumata che puoi usarla anche come deodorante per l’ambiente.
Ha circa il 6% di alcol e circa 60 IBU: la combinazione ideale per voler bere circa 6 bottiglie.
È l’ora dell’aperitivo!
Roberto, il poeta del gruppo, ha elaborato in prosa questa riflessione.
"Ritengo che la Hobo sia la birra più equilibrata che conosca. Equilibrata da qualsiasi punto di visione si voglia intendere il termine ma non da quello consueto e convenzionale.
Il suo colore ambrato scuro, forte, ha un bellissimo contrasto nel bicchieri con la sua schiuma chiara, densa e molto persistente. E già si prova piacere ad osservarla. Il suo profumo ti porta lontano, ti avvolge e… probabilmente coinvolge anche chi ti sta vicino.
Ma… solo alla beva, ecco l’estasi: i tuoi sensi vengono trasportati nel "nucleo Hobo”.
Ecco il citato equilibrio tra densità viscosa, quasi oleosa, gusti erbacei e profumi inebrianti e irripetibili, quasi inspiegabili e… da birraio pensi alla fatica nel filtrare tutta quella segale e allora giù un altro sorso e… quanto ne é valsa la fatica !
Ti ritrovi in equilibrio, sull’equilibrio dei sensi, sospeso su un precario equilibrio di piacere gustativo dal quale cadrai solamente dopo alcune ore dal fondo del bicchiere.
La soluzione è aprire un’altra Hobo e tornare lassù."
Il risultato? Beh!.... sono contento della Hobo.
marcos

















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